Parodontologia

parodontologia

L’estetica dentale è frutto della perfetta armonia tra denti e gengive: anche denti perfetti bianchi e ben allineati possono essere meno attraenti se le gengive sono arrossate, sanguinanti o molto ritirate.

Per questo è sempre necessaria un’ attenta osservazione dei tessuti gengivali che sono intorno al dente per garantire una stabilità dei risultati nel lungo termine.

Anche in questo campo le prospettive in odontoiatria sono migliorate notevolmente. In passato, il trattamento era legato solo a tecniche demolitive che, oltre a essere dolorose, potevano rovinare notevolmente l’estetica dentale per permettere di salvare il dente in toto. Ora le tecniche e la ricerca scientifica hanno condotto l’odontoiatra a poter ricostruire in opportune circostanze sia l’osso che la gengiva persa. Inoltre, la ricerca esasperata della salvaguardia del dente viene meno ricercata a seguito dell’introduzione della moderna implantologia osteointegrata.

La parodontopatia è una malattia socialmente orizzontale: secondo recenti stime riduttive un adulto su tre sopra i quarant’anni soffre di problemi parodontali.

Come faccio a sapere se soffro di parodontite?

I segni più classici sono:

  • Gengive dolenti;
  • Sanguinamento spontaneo o provocato dallo spazzolino;
  • Dolore diffuso o sensibilità verso alcuni alimenti;
  • Retrazione gengivale;
  • Alito pesante.

Esistono malattie che possono essere aggravate dalla malattia parodontale?

Si come ad esempio il diabete e le malattia dell’apparato cardiocircolatorio. Esiste una correlazione tra malattie cardiache e parodontopatia: infatti, avendo una causa batterica, le tasche gengivali sono focolai di infiammazione cronica che possono portare all’aggravarsi di patologie cardiache e circolatorie. Inoltre, farmaci usati per combattere l’ipertensione possono portare a un aggravamento dello stato delle gengive con un aumento del sanguinamento e un minor controllo della malattia parodontale.

Esistono momenti in cui la malattia parodontale è più pericolosa?

Durante la gravidanza è stato notato come la parodontite possa comportare la nascita di bambini sottopeso o prematuri. Per ridurre questo rischio, è consigliabile sottoporsi a frequenti controlli e a una valutazione dello status delle gengive durante tutto il periodo di gestazione.

Quali sono le fasi di trattamento?

Il trattamento delle parodontite prevede un’ accurata fase diagnostica di esame delle tasche. Ogni dente viene valutato con un punteggio decimale che, nell’insieme, forma il cosiddetto CHARTING. Questa valutazione, unita a una valutazione radiografica, costituisce lo status iniziale del paziente. Un ulteriore esame viene quindi eseguito dopo la terapia iniziale e a fine cura per valutare la guarigione e programmare le sedute di mantenimento.

La malattia parodontale è causata, come la maggioranza delle malattie, da batteri che si formano regolarmente sui denti. Alcuni di questi sono più aggressivi di altri e causano un danno progressivo alle gengive. Altri fattori come il fumo, una predisposizione genetica, alcune malattie sistemiche come il diabete o alcuni farmaci possono aumentare la velocità di progressione della malattia.

Per questo il trattamento della parodontite è finalizzato all’eliminazione dei batteri patogeni dalle superfici radicolari e alla riduzione della profondita’ delle tasche attraverso interventi mirati. Questo trattamento raggiunge solamente il 50% della terapia: il restante 50% è ottenuto attraverso una adeguata igiene orale e una terapia di mantenimento che prevede controlli periodici e sedute di igiene.

Esiste anche una forma non infiammatoria di malattia parodontale causata da una retrazione localizzata delle gengiva non associata a batteri. Questa forma è causata sia da fattori anatomici sfavorevoli che da un trauma masticatorio ripetuto e/o da scorrette manovre di spazzolamento.

Questi tre fattori portano nel tempo alla migrazione (recessione) del margine gengivale con esposizione della superficie radicolare del dente (i cosiddetti colletti). La recessione, oltre a creare un danno estetico importante, aumenta la sensibilità agli stimoli termici. I denti sembrano più lunghi e sono visivamente meno attraenti Le recessioni possono essere curate con interventi di chirurgia molto raffinata grazie ai quali la scuola italiana ha da sempre un posto d’onore nel panorama internazionale.